Recensioni

Thronebreaker: The Witcher Tales

Dai creatori della serie The Witcher, CD Projekt RED, arriva uno spin-off dedicato al single player del  gioco di carte Gwent, introdotto come mini game in The Witcher 3: Wild Hunt.
Questa volta, a differenza di Gwent (il quale è esclusivamente un titolo multiplayer) il gioco è suddiviso in due parti distinte, una esplorativa e una dedicata al combattimento; in quest’ultimo caso, le battaglie sono rappresentate sotto forma di scontri di carte in pieno stile Gwent, mentre la fase esplorativa consiste più che altro nel muoversi in una mappa isometrica, interagire con personaggi e raccogliere delle risorse, senza particolare libertà di scelta, avvicinandosi quasi alle dinamiche di una visual novel.

Il gioco è ambientato prima della trilogia dedicata allo Strigo, e ci fa vestire i panni di Meve, regina di Rivia e Lyria, la quale deve fermare l’avanzata dell’impero nilfgardiano; per fare ciò, dovrà compiere delle scelte che influiranno con il corso della nostra storia, la quale conta ben 20 finali differenti.
Non affronteremo soltanto i nilfgardiani durante la storia, ma potremo incontrare dei banditi o dei mostri appartenenti alla mitologia della famosa saga dello Strigo, oppure dovremo sedare delle rivolte dei nostri stessi sudditi. La storia è ben raccontata, con tanti dialoghi, ed è presente anche l’italiano fra le lingue selezionabili.

Il gioco è rappresentato interamente in grafica bidimensionale, con sprite disegnati a mano, non richiede grande potenza di calcolo, può girare su macchine non particolarmente potenti senza sforzo: tuttavia il colpo d’occhio è piacevole, e le animazioni svolgono il loro lavoro egregiamente.
Il comparto sonoro è di buon livello, con musiche già presenti nella saga di The Witcher e nel gioco Gwent, con l’aggiunta di alcuni brani anche originali. Il doppiaggio è ottimo anche in italiano, cosa che farà felici molti giocatori, considerando che i giochi dedicati allo Strigo non hanno mai goduto di un doppiaggio nella nostra lingua.

Come già accennato, il gameplay si divide in due fasi, quella esplorativa e quella più improntata al combattimento: in quest’ultima, dicevamo che gli scontri sono rappresentati sotto forma di partite di carte in stile Gwent, ma, oltre alle partite usuali vinte al meglio di 3 turni, possiamo trovare dei veri e propri puzzle che dovranno essere risolti in un solo turno giocando un limitato numero di carte nell’ordine giusto. Questo tipo di scontri sono spesso più impegnativi e richiedono una buona conoscenza del gioco di carte, e questo rappresenta un ulteriore elemento di sfida per gli appassionati di Gwent. Se si preferisce giocare godendosi soltanto la narrativa, o se gli scontri risultano troppo ostici al giocatore, è possibile scegliere il livello di difficoltà più basso, nel quale è possibile saltare i combattimenti a piacimento.
Dopo ogni vittoria saremo ricompensati con dei premi, che potranno essere risorse per il nostro esercito, oppure delle carte che potremo usare nel gioco, o ancora altre carte che potremo usare nel gioco dedicato al multiplayer.
Il gioco ha una durata di circa 20 ore, e ha una buona dose di rigiocabilità, grazie ai 20 finali differenti che si possono raggiungere effettuando scelte differenti durante la partita.

CD Projekt RED con questo titolo prova a far conoscere il gioco di carte Gwent agli amanti del single player, che oltre agli scontri contiene anche una parte esplorativa con una storia ben narrata antecedente alla trilogia di The Witcher. Tutto sommato è un buon gioco, ma a nostro avviso non è esattamente per tutti date le sue commistioni con i card game, quindi, se si cerca un RPG di stampo più classico, conviene guardare altrove. Per gli amanti di Gwent, Thronebreaker: The Witcher Tales è un ottimo gioco che offre un buon livello di sfida e che può servire come lungo tutorial per il multiplayer.